Mi chiamo Tommaso e sono nato a Padova. La mia storia personale è segnata da esperienze che mi hanno messo alla prova fin da bambino. Alle elementari ho vissuto esclusione, prese in giro, mancanza di ascolto e perfino episodi di violenza fisica. Uscivo spesso da scuola arrabbiato o in lacrime, mentre chi mi feriva sembrava non rendersi conto del peso che quelle azioni avevano su di me. In molte occasioni, invece di essere compreso, venivo accusato o considerato il problema.
Crescendo, ho capito quanto quelle ferite abbiano influito sul mio modo di vedere il mondo. Per un periodo mi sono sentito solo, non creduto, messo da parte perfino da persone che conoscevo da anni. Ma tutto questo non mi ha spezzato. Al contrario, ha fatto nascere in me una forte consapevolezza: nessuno dovrebbe essere costretto a subire ciò che ho subito io, e nessuno dovrebbe sentirsi senza voce.
Le difficoltà della mia infanzia sono diventate il motore che oggi guida il mio impegno. Voglio trasformare il dolore in qualcosa di utile, costruire ambienti dove le persone vengano ascoltate, rispettate e protette. La mia esperienza mi ha insegnato quanto valore abbia l’empatia e quanto sia importante credere a chi chiede aiuto.
Oggi porto avanti questa missione all’interno della fondazione, con la volontà di contribuire alla creazione di spazi sicuri e inclusivi, dove ognuno possa sentirsi visto, accolto e libero di essere se stesso.
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